venerdì 24 novembre 2006

Cos'è un venerdì pomeriggio di Novembre di una grigia giornata in città?
Ascoltando note malinconiche, tutto quello che viene in mente è pensiero. Il Ricordo.
Il ricordo di un mese che quando piove non ricordi solo la canzone, ma anche le ceneri bagnate dell'ultima volta che ti è sembrato di aver visto bruciare qualcosa dentro di te che non fosse ansia. E' così nei pomeriggi a novembre. Almeno per me. Il pensiero ci tiene compagnia come fa il cartone di un senzatetto, la vigilia di natale. Se ci ripara dal freddo non ci ridà il resto. Ma a cosa serve il ricordo di lei ? Ora che... tre anni fa la vedevi arrivare tra la gente con i capelli profumati e uno sguardo perso nel mio e il mio nel tuo, ora che non baci che la pelle di un altro, e non l'anima.
Quando le stelle cadono e se ne prendono pezzi cose ce ne facciamo di quelle che sono in cielo?
Quando non ti stringo che me ne faccio del ricordo di te?
Sprofondarsi nel passato come rifugio dal presente che non ti cerca, né ti trova, ma ti sente ancora vicina, e ti sogna ancora di più.
La luce della lampada rischiara appena sfumando di giallo caldo gli oggetti nella penombra della luce ghiaccio dell'esterno. Il fumo del tè che si rincorre svanendo. Pianoforte lento e chitarra. Incessanti. E tu dove sei?
Il rumore della metro graffia l'anima. Mentre sappiamo dove ci porta ma non dove vogliamo andare. Vieni da me.
Ricordo, la prima volta e mi sono innamorato di te. Salendo le scale di un giorno come un altro di quelli lontani, del liceo, quando vivere era poco più che svegliarsi ogni mattina. E ti vidi. Come sei bella mentre sposti gli occhi e muovi le mani. Come mi fermai in mezzo a tutti a guardarti, e fu morire e poi rinascere.
Cosa succede? Due vite si incontrano e si intrecciano per un poco, per tanto, si spera per sempre, e forse una resta a inseguire l'altra che va via. Cosa succede, se due vite si uniscono. Cosa è successo se nessun Dio ha voluto che finisse, ma solo il caso.
Siamo un unica cosa ma non la stessa, dobbiamo trascinarci.
Verresti per il perdono? Per recuperare ciò che è morto? Ho chiesto troppo? Più di quanto potevo? Non mia hai dato niente e niente è ciò che ho. Ci feriamo l'un l'altro lo facciamo ancora.